El Coq – Vicenza

La cornice è una delle più suggestive di tutta Vicenza: Piazza dei Signori, esattamente davanti alla Basilica Palladiana.

Il percorso del menù degustazione è calcolato in base alla durata della cena e non sul numero delle portate: i menù durano rispettivamente una, due o tre ore; ognuno dei tre menù, rigorosamente alla cieca, ha il nome di una delle tre Parche. Io, ovviamente, ho scelto quello della durata di tre ore, abbinato a Cloto.

Trequarti – Grancona (VI)

Il ristorante è sperduto tra i Colli Berici tant’è che non è nemmeno agevole inserire nel navigatore la destinazione.
Ambiente dal design pulito e abbastanza minimale, con una mise en place perfettamente in linea con lo stile del locale: lineare ed essenziale.
Divertente una delle signature del ristorante, ossia la crema di mortadella servita in un tubetto (tipo quello del dentifricio), assieme al pane.

Autem – Langhirano (PR)

È oggettivamente difficile trovarlo: una volta entrati nella corte di un capannone industriale, si rimane un po’ basiti perché non si riesce a capire dove accidenti sia l’ingresso del ristorante; un po’ perplesso ho deciso, allora, di salire una scala antincendio e, come per magia mi sono trovato, sul tetto di uno stabilimento industriale (!) davanti a uno spettacolo!

Buone vacanze!

Non l’avrei mai detto che sarei riuscito ad essere così costante: a parte due piccolissimi stop, dei quali uno dovuto a cure dentistiche, sono riuscito ad essere costante e preciso nella pubblicazione. Sono sincero, è anche merito del fatto che vedo che quello che scrivo (che è esattamente quello che penso) pare essere ritenuto interessante.
Con agosto, però, ho deciso di prendermi una piccola pausa dalla pubblicazione nella quale non starò in panciolle, ma andrò comunque in giro: ad oggi ho già due prenotazioni in due stellati, uno dei quali è un piacevole, quanto (per me) insolito, ritorno.

Degusto – San Bonifacio (VR)

Il fatto che nei ristoranti gourmet la cucina sia a vista non costituisce più una grande novità; è invece una cosa abbastanza inusuale che la cucina sia a vista dalla strada.
In questo modo, non solo i clienti, ma anche i passanti hanno sempre la possibilità osservare lo Chef e la sua brigata all’opera.

La ristrutturazione che ha seguito il conseguimento della stella non ha stravolto né particolarmente modificato lo stile del locale, arredato con uno stile minimal-industriale che riesce, comunque, a trasmettere una sensazione di accoglienza complice, forse, anche l’illuminazione abbastanza intima.

Storie d’Amore – Borgoricco (PD)

Appena entrati nel ristorante, sarà forse perché era sera, si percepisce una certa sensazione di oscurità.
Le sale sono due, una più piccola e raccolta e un’altra più spaziosa: io ho cenato in quella più piccola, oggettivamente molto più elegante e raccolta, ma anch’essa permeata da una sensazione oscurità; lo stile è moderno in un giusto connubio da eleganza e informalità.
La mise en place è semplice, ma elegante anche se subito colpisce il piattino del pane di dimensioni un po’ troppo generose.