I miei piatti del 2019

Verso fine anno, si tende sempre a tirare le somme di quello che è accaduto negli ultimi dodici mesi.A conclusione di questo primo anno (si spera di tanti altri) ho deciso di stilare una classifica dei migliori piatti che ho mangiato nel corso del 2019.

12 Apostoli – Verona

Il 12 Apostoli è un locale che ha fatto la storia dell’alta cucina veronese riuscendo, a suo tempo, non solo a conquistare più volte la tanto ambita stella, ma addirittura arrivando ad averne due (1956, 1969, 1977, 1984, 1991).
Negli ultimi anni, però, il locale aveva perso parecchio smalto, finendo di fatto nel dimenticatoio.
Nel 2019, grazie ad un sostanziale cambio di rotta, con il passaggio della gestione al figlio, è stato abbandonato il taglio classico…

El Coq – Vicenza

La cornice è una delle più suggestive di tutta Vicenza: Piazza dei Signori, esattamente davanti alla Basilica Palladiana.

Il percorso del menù degustazione è calcolato in base alla durata della cena e non sul numero delle portate: i menù durano rispettivamente una, due o tre ore; ognuno dei tre menù, rigorosamente alla cieca, ha il nome di una delle tre Parche. Io, ovviamente, ho scelto quello della durata di tre ore, abbinato a Cloto.

Degusto – San Bonifacio (VR)

Il fatto che nei ristoranti gourmet la cucina sia a vista non costituisce più una grande novità; è invece una cosa abbastanza inusuale che la cucina sia a vista dalla strada.
In questo modo, non solo i clienti, ma anche i passanti hanno sempre la possibilità osservare lo Chef e la sua brigata all’opera.

La ristrutturazione che ha seguito il conseguimento della stella non ha stravolto né particolarmente modificato lo stile del locale, arredato con uno stile minimal-industriale che riesce, comunque, a trasmettere una sensazione di accoglienza complice, forse, anche l’illuminazione abbastanza intima.

Leon d’Oro – Pralboino (BS)

A pochi passi dal Palazzo Gambara e dalla Chiesa di Sant’Andrea, attraverso un ingresso forse un po’ anonimo (riconoscibile quasi esclusivamente dalla targa della Michelin), si entra in una splendida dimora di campagna, oggi di proprietà della famiglia Martini: l’attenzione è subito rapita dal bellissimo soffitto a cassettoni e dal caldissimo pavimento in cotto.