#iorestoacasa e poi….?

…forse ai primi di maggio inizierà la c.d. fase 2.

Era ora, soprattutto per l’economia dell’Italia che ne uscirà con le ossa rotte, probabilmente irrimediabilmente.

In questo periodo di riposo forzato (fortunatamente la mia attività principale era una di quelle consentite, quindi, ho cercato di continuare a lavorare per mantenere una certa normalità) sono riuscito a perdere circa cinque chili ed ho riflettuto sulle sorti di questo mio taccuino elettronico.

Sono schedato…

Io, generalmente, da mangio solo per tre motivi:
-. quando voglio studiare un menù mi piace concentrarmi su quello che ho nel piatto e, quindi, non sono invogliato a parlare con altre persone, salvo casi eccezionali, un po’ come fa Salvo Montalbano;
-. per poter affrontare un menù degustazione è necessario che tutti i commensali prendano gli stessi piatti e, pertanto, che abbiano gli stessi gusti, cosa non sempre agevole specie se si va a cena con donne (che normalmente badano più alla linea di quanto non faccia il sottoscritto);
-. non mi dispiace per nulla mangiare da solo.

La Madia – Brione (BS)

In un piccolissimo paese della Val Trompia che conta poco più di 700 abitanti, con una spettacolare vista sulla Franciacorta, si erge questa apparentemente classica trattoria.
L’ambiente è, appunto, quello di una classica trattoria di paese: alle pareti, come d’ordinanza, si trova appeso di tutto passando dal fucile l’altri tempi agli strumenti di lavoro.
I primi segni di piacevole anormalità rispetto allo stereotipo si hanno osservando i tavoli che, seppur presentino una mise en place non particolarmente degna di essere ricordata (tovaglietta di carta), risultano essere una sorta di opera d’arte moderna per via del loro disegno.
Colpisce subito il menù sia per l’indicazione dei nominativi dei fornitori (con i relativi recapiti, anche telefonici) che per l’onnipresente parola fermentato.