La Cru – Romagnano (VR)

Altra recentissima novità.
Questo ristorante ha aperto i battenti (in forma di temporary restaurant) pochissimi giorni fa e subito ha catalizzato l’interesse delle persone che bazzicano il sonnecchioso settore della tavola veronese, soprattutto per via dello Chef che capitanerà la brigata di cucina, ossia Giacomo Sacchetto, già sous chef di Norbert Niederkofler e Giancarlo Perbellini.

Il ristorante sorge nella nota Villa Maffei Medici Balis Crema a Romagnano, in Valpantena, a pochi chilometri da Verona, attualmente in quella che una volta era la dimora del custode: i tavoli sono provvisoriamente cinque suddivisi in due sale, una da quattro e una, più intima, da uno.

Noir – Ponzano Veneto (TV)

Nel comune sparso di Ponzano veneto, due giovani Chef, a metà del settembre scorso, hanno inaugurato il Noir, da loro stessi definito un ristorante gastronomico.
Nonostante il colore nero imperi sia fuori che dentro, non si percepisce una sensazione di buio (oddio, fuori, oggettivamente sì) ma, al contrario, di luminosità, merito dei pavimenti chiari, dei soffitti chiari e degli spot di luce brillante.

Ca’ Toresele – Verona

Il ristorante (loro si definiscono un’osteria) ha aperto verso maggio, ma la mia prima visita è di fine agosto; considerate alcune perplessità ho deciso di tornare a qualche ulteriore mese di distanza.
La prima volta che si arriva, soprattutto durante il periodo estivo, si rimane letteralmente esterrefatti per lo stupendo panorama di cui si può godere che, col calare della notte, acquisisce un innegabile valore aggiunto: il silenzio e le luci di Verona viste in lontananza riuscirebbero a far sciogliere il cuore anche di una persona mediamente arida!

Valbruna – Limena (PD)

Il ristorante si trova sulla destra del grande locale (la cucina è a vista davanti all’ingresso), separato da alcune piante.
Nonostante l’ambiente sia arredato in stile minimal-industriale non ho percepito la sensazione di freddezza che generalmente accompagna questo tipo di location.
Mise en place in perfetta linea con il locale con grandi tavoli quadrati di legno ma, purtroppo, senza tovagliato; carino però il sottopiatto in ceramica che emula un disco di legno scrostato.

El Coq – Vicenza

La cornice è una delle più suggestive di tutta Vicenza: Piazza dei Signori, esattamente davanti alla Basilica Palladiana.

Il percorso del menù degustazione è calcolato in base alla durata della cena e non sul numero delle portate: i menù durano rispettivamente una, due o tre ore; ognuno dei tre menù, rigorosamente alla cieca, ha il nome di una delle tre Parche. Io, ovviamente, ho scelto quello della durata di tre ore, abbinato a Cloto.

Trequarti – Grancona (VI)

Il ristorante è sperduto tra i Colli Berici tant’è che non è nemmeno agevole inserire nel navigatore la destinazione.
Ambiente dal design pulito e abbastanza minimale, con una mise en place perfettamente in linea con lo stile del locale: lineare ed essenziale.
Divertente una delle signature del ristorante, ossia la crema di mortadella servita in un tubetto (tipo quello del dentifricio), assieme al pane.

Sono schedato…

Io, generalmente, da mangio solo per tre motivi:
-. quando voglio studiare un menù mi piace concentrarmi su quello che ho nel piatto e, quindi, non sono invogliato a parlare con altre persone, salvo casi eccezionali, un po’ come fa Salvo Montalbano;
-. per poter affrontare un menù degustazione è necessario che tutti i commensali prendano gli stessi piatti e, pertanto, che abbiano gli stessi gusti, cosa non sempre agevole specie se si va a cena con donne (che normalmente badano più alla linea di quanto non faccia il sottoscritto);
-. non mi dispiace per nulla mangiare da solo.