Al Callianino – Montecchia di Crosara (VR)

Ambiente informale dal vago stile industriale con tavoli normali e tavoli alti dove mangi appollaiato su uno sgabello.
Nonostante stia prendendo sempre più spazio l’abitudine di togliere qualsiasi tipo di tovagliato (abitudine che aborro), qui, che forse, visto il concetto molto easy del locale potrebbero permetterselo, utilizzano un semplice, ma perfetto runner bianco; finalmente!

Storie d’Amore – Borgoricco (PD)

Appena entrati nel ristorante, sarà forse perché era sera, si percepisce una certa sensazione di oscurità.
Le sale sono due, una più piccola e raccolta e un’altra più spaziosa: io ho cenato in quella più piccola, oggettivamente molto più elegante e raccolta, ma anch’essa permeata da una sensazione oscurità; lo stile è moderno in un giusto connubio da eleganza e informalità.
La mise en place è semplice, ma elegante anche se subito colpisce il piattino del pane di dimensioni un po’ troppo generose.

Alla Lepre – Desenzano del Garda (BS)

Appena entrati nel ristorante, sarà forse perché era sera, si percepisce una certa sensazione di oscurità.
Le sale sono due, una più piccola e raccolta e un’altra più spaziosa: io ho cenato in quella più piccola, oggettivamente molto più elegante e raccolta, ma anch’essa permeata da una sensazione oscurità; lo stile è moderno in un giusto connubio da eleganza e informalità.
La mise en place è semplice, ma elegante anche se subito colpisce il piattino del pane di dimensioni un po’ troppo generose.

Leon d’Oro – Pralboino (BS)

A pochi passi dal Palazzo Gambara e dalla Chiesa di Sant’Andrea, attraverso un ingresso forse un po’ anonimo (riconoscibile quasi esclusivamente dalla targa della Michelin), si entra in una splendida dimora di campagna, oggi di proprietà della famiglia Martini: l’attenzione è subito rapita dal bellissimo soffitto a cassettoni e dal caldissimo pavimento in cotto.