La Peca (Lonigo – VI) – Delivery food

Ho sempre cercato di essere intellettualmente onesto e per questo dirò subito che ho visto il concetto del delivery food abbastanza male: non tanto per il fatto in sé, quanto per la paura che la sensazione gastronomica possa arrivare distorta specie sei riguarda il segmento dell’alta ristorazione.

Quando ho visto che il Ristorante La Peca di Lonigo (due stelle Michelin) ha attivato il servizio di consegna a domicilio ho subito detto “voglio partire con il botto”.

#iorestoacasa e poi….?

…forse ai primi di maggio inizierà la c.d. fase 2.

Era ora, soprattutto per l’economia dell’Italia che ne uscirà con le ossa rotte, probabilmente irrimediabilmente.

In questo periodo di riposo forzato (fortunatamente la mia attività principale era una di quelle consentite, quindi, ho cercato di continuare a lavorare per mantenere una certa normalità) sono riuscito a perdere circa cinque chili ed ho riflettuto sulle sorti di questo mio taccuino elettronico.

La Cru – Romagnano (VR)

Altra recentissima novità.
Questo ristorante ha aperto i battenti (in forma di temporary restaurant) pochissimi giorni fa e subito ha catalizzato l’interesse delle persone che bazzicano il sonnecchioso settore della tavola veronese, soprattutto per via dello Chef che capitanerà la brigata di cucina, ossia Giacomo Sacchetto, già sous chef di Norbert Niederkofler e Giancarlo Perbellini.

Il ristorante sorge nella nota Villa Maffei Medici Balis Crema a Romagnano, in Valpantena, a pochi chilometri da Verona, attualmente in quella che una volta era la dimora del custode: i tavoli sono provvisoriamente cinque suddivisi in due sale, una da quattro e una, più intima, da uno.

Noir – Ponzano Veneto (TV)

Nel comune sparso di Ponzano veneto, due giovani Chef, a metà del settembre scorso, hanno inaugurato il Noir, da loro stessi definito un ristorante gastronomico.
Nonostante il colore nero imperi sia fuori che dentro, non si percepisce una sensazione di buio (oddio, fuori, oggettivamente sì) ma, al contrario, di luminosità, merito dei pavimenti chiari, dei soffitti chiari e degli spot di luce brillante.

Ca’ Toresele – Verona

Il ristorante (loro si definiscono un’osteria) ha aperto verso maggio, ma la mia prima visita è di fine agosto; considerate alcune perplessità ho deciso di tornare a qualche ulteriore mese di distanza.
La prima volta che si arriva, soprattutto durante il periodo estivo, si rimane letteralmente esterrefatti per lo stupendo panorama di cui si può godere che, col calare della notte, acquisisce un innegabile valore aggiunto: il silenzio e le luci di Verona viste in lontananza riuscirebbero a far sciogliere il cuore anche di una persona mediamente arida!

Sono schedato…

Io, generalmente, da mangio solo per tre motivi:
-. quando voglio studiare un menù mi piace concentrarmi su quello che ho nel piatto e, quindi, non sono invogliato a parlare con altre persone, salvo casi eccezionali, un po’ come fa Salvo Montalbano;
-. per poter affrontare un menù degustazione è necessario che tutti i commensali prendano gli stessi piatti e, pertanto, che abbiano gli stessi gusti, cosa non sempre agevole specie se si va a cena con donne (che normalmente badano più alla linea di quanto non faccia il sottoscritto);
-. non mi dispiace per nulla mangiare da solo.

Autem – Langhirano (PR)

È oggettivamente difficile trovarlo: una volta entrati nella corte di un capannone industriale, si rimane un po’ basiti perché non si riesce a capire dove accidenti sia l’ingresso del ristorante; un po’ perplesso ho deciso, allora, di salire una scala antincendio e, come per magia mi sono trovato, sul tetto di uno stabilimento industriale (!) davanti a uno spettacolo!