Al Maló Cucina e Miscelazione – Rovato (BS)

Ambiente e prime impressioni

Siamo in piazza Cavour a Rovato, sotto i portici.
Da quello che ho appreso girovagando sul web, il locale ha aperto nel gennaio 2019, quindi, alla mia visita ha appena compiuto un anno d’età.
Il locale si sviluppa in altezza: a piano terra la parte bar con un piacevolissimo locale in cui si può bere un cocktail pre o post cena e, al piano superiore, un ristorante; in realtà gli ingressi sarebbero due: uno a sinistra per il ristorante, con l’ascensore che porta direttamente al primo piano, e uno a destra per il cocktail bar… ammetto di averlo capito solo dopo aver varcato la soglia di quello del cocktail bar…

Ambiente moderno arredato nei colori oro, ottanio e bianco marmo che, onestamente, non mi ha fatto impazzire, così come non mi ha fatto impazzire la scelta di utilizzare lampade che emanavano una luce un po’ troppo giallina; posso capire che una luce bianca sarebbe potuta apparire fredda, ma così ho avuto la sensazione di cenare a colori sfalsati.

Mise en place molto minimale, ahimé, anche qui senza tovagliato, ma almeno la superficie del tavolo era liscia e facilmente pulibile.

Molto interessante l’idea di non creare una suddivisione nel menù tra i antipasti e secondi piatti, nonché la possibilità di scegliere i piatti dal menù sia in formato normale che “mezza porzione.”

Piatti sì

Lumache di vigna
Il piatto della serata.
Cottura delle lumache perfetta, dal sapore leggermente terroso.
Piacevole l’incontro del balsamico dell’aglio nero, del vegetale dello spinacio e sapidità croccante del
crumble di parmigiano.
Un fantastico girotondo di sapori, sempre perfettamente bilanciati e riconoscibili.
Un difetto? Forse con un po’ meno crumble sarebbe stato perfetto.

Spaghettone e ostrica
A gusto personale avrei tenuto lo spaghettone leggermente più indietro di cottura, ma ammetto di aver avuto un maestro di origina campana.
È un piatto oggettivamente goloso e piacione che incontra il favore del palato con le note leggermente acidule del franciacorta rosè che si spengono in una base bella opulenta; l’ostrica con il suo sapore di mare, non eccessivamente spiccato, dava la giusta nota di sapidità al piatto.
Ripeto, giustamente goloso…

Piatti no

Ricciola alla pizzaiola
Piatto concettualmente non innovativo, né nella forma, né nella sostanza.
Molto brutto a vedersi e, a dir la verità, molto sbilanciato nei sapori: 
salato il pomodoro, salate le olive con pochi antagonisti a smorzare.
Peccato anche per la spina nella ricciola.

Gnocchi ripieni all’aglio, olio e peperoncino
Il guazzetto è parso un po’ troppo denso a discapito del proprio nome, ma il sapore c’è anche se forse è un po’ troppo importante rispetto agli altri ingredienti.
Presi singolarmente i sapori sono belli puliti, ma se si mescolano risalta solo il guazzetto e si perde completamente la tartare: non pervenuta.

***
Locale molto carino e interessante soprattutto se si pensa dove è collocato: può essere una interessante sfida in cui il settore cocktail potrebbe aiutare parecchio a far conoscere anche la parte ristorazione.

A parte la non appagante esperienza della ricciola, la cena è viaggiata su un livello sicuramente positivo anche se non particolarmente emozionante: i piatti sono stati tutti abbastanza diretti nei sapori, senza eccessivi fronzoli.

Il servizio non è stato sempre al top, ma nel complesso anch’esso positivo: bruttissimo da vedersi quando, dopo aver completato un piatto con una salsa, per evitare che possano cadere delle gocce, mettono la mano anziché un tovagliolo.

Carta vini ragionevole con una amplissima scelta, manco a farlo apposta considerata la collocazione geografica, di Franciacorta: viene dato spazio anche a piccole realtà del territorio tra le quali, per la prima volta in tanti anni, ho trovato anche i vini di Cascina Claraballa, una cooperativa sociale di inserimento lavorativo che crea occasioni di lavoro per persone con disabilità psichica e fisica; prezzi onesti.

Cosa dicono le Guide

Guida Michelin 2020: non presente
Gambero Rosso Ristoranti d’Italia 2020: 1 forchetta – 79 punti
I Ristoranti e i Vini d’Italia 2020: 1 cappello

(17.01.2020)

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