12 Apostoli – Verona

Ambiente e prime impressioni

Il 12 Apostoli è un locale che ha fatto la storia dell’alta cucina veronese riuscendo, a suo tempo, non solo a conquistare più volte la tanto ambita stella, ma addirittura arrivando ad averne due (1956, 1969, 1977, 1984, 1991).
Negli ultimi anni, però, il locale aveva perso parecchio smalto, finendo di fatto nel dimenticatoio.
Nel 2019, grazie ad un sostanziale cambio di rotta avvenuto qualche anno prima, con il passaggio della gestione al figlio, è stato abbandonato il taglio classico per passare alla cucina gourmet conquistando, di nuovo, la stella.

Quando si varca la soglia, la location ti lascia letteramente senza fiato: alle pareti e sul soffitto bellissimi affreschi che ti danno la sensazione di essere in un museo; forse un po’ meno piacevole l’idea di separare le varie zone del ristorante utilizzando dei pannelli di stoffa neri, che per quanto rafforzino l’idea museale, scursicono moltissimo l’ambiente già scuro di suo.

Poca la luce che scende dal soffitto.
Quando nel corso della serata viene spenta anche quella, l’unico punto luce che rimane, è quello sul tavolo rendendo tutto molto oscuro, praticamente un locale da coppiette.
Mise en place sobriamente elegante, seppur minimale.

Piatti sì

Midollo, pane raffermo, brodo di daino e levistico
Dolce del midollo, salato del brodo di daino (piacevolmente spigoloso) e note erbacee del sedano selvatico.
Il pane raffermo dava croccantezza.
Un piatto veramente molto goloso, anche se deve piacere il genere.

Abbiamo visite da Comacchio – Anguilla e bernese di alloro
Nonostante le note grasse della bernese, con divertenti note balsamiche dell’alloro, possano apparire ripetitive rispetto alla consistenza grassa della carne dell’anguilla (veramente molto buona), il piatto è risultato tutto fuorché pesante: la patata, infatti, è riuscita a fare da contraltare a tale opulenza anche grazie al pomodorino confit con i suoi sentori delicatamente aciduli (forse il pomodorino spuntava un po’ di sale).

Piatti no

70s vintage italian – Crespella di coniglio e besciamella di zucca
Onestamente il piatto era era buono anche se il dolce della zucca appariva molto comprente rispetto al resto.
Ciò detto, la domanda che ci si pone è: ma qual è il senso di questo piatto in un menù degustazione di un ristorante stellato?

Chicken wings
Pollo, ostrica e creste di gallo.
I sapori assaggiati singolarmente erano al top: pollo superlativo, divertenti anche le creste di gallo con la loro classica consistenza leggermente callosa e piacevole anche l’ostrica.
Il problema si trova quando si mescolano gli ingredienti e, in particolare, il fondo di cottura che per via e della sua sapidità e delle sue note agrumate appariva soverchiante.

***

Rispetto alla mia ultima visita (marzo 2019) il ristorante ha fatto un enorme balzo avanti, merito, fors’anche della stella e, i prezzi, si sono ovviamente adeguati al traguardo (questa è una cosa che proprio non comprendo).

Esperienza gastronomica sicuramente molto interessante che trae le mosse dalla tradizione del territorio con continui richiami a piatti o ingredienti del veronese.
La sensazione che ho provato cenando nel ristorante è che sia diventato un ristorante per coppie con la conseguenza che i piatti non paiono essere concepiti per stupire, ma per fare da comfort food agli ospiti.
Piatti mediamente più che buoni, ma che hanno trasmesso poche emozioni e quelle che sono arrivate erano dovute più alla bontà degli ingredienti che per l’idea del piatto in sé.

Il rapporto qualità prezzo è negativo non tanto perché il prezzo sia alto in sé (è, infatti, in linea con i ristoranti monostellati) quanto per il fatto che la degustazione è ben distante dall’essere composto dalle dodici portare indicate sul menù: le prime cinque portate, infatti, sono mini antipastini, in formato amusebouche, che in un qualunque ristorante costituirebbero, appunto, il benvenuto dalla cucina.

La carta vini, declinata per tipologia di vino con la possibilità di scegliere tra 12 bottiglie (in richiamo al nome del ristorante) è certamente molto interessante, ma con ricarichi che ti fanno scottare le mani appena la sfogli.

Servizio non sempre precisissimo.

Cosa dicono le Guide

Guida Michelin 2020: una stella
Gambero Rosso Ristoranti d’Italia 2020: 81 – due forchette
I Ristoranti e i Vini d’Italia 2020: due cappelli

(29.11.2019)

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