Valbruna – Limena (PD)

Ambiente e prime impressioni

In una traversa della via principale di Limena, da un annetto circa, è aperto un locale con tre anime: cocktail bar, bistrot e ristorante.

Il ristorante si trova sulla destra del grande locale (la cucina è a vista davanti all’ingresso), separato da alcune piante.
Nonostante l’ambiente sia arredato in stile minimal-industriale non ho percepito la sensazione di freddezza che generalmente accompagna questo tipo di location.
Mise en place in perfetta linea con il locale con grandi tavoli quadrati di legno ma, purtroppo, senza tovagliato; carino però il sottopiatto in ceramica che emula un disco di legno scrostato.

Il ristorante di base propone 4 tipi diversi di percorsi degustazione, oltre ad una grande selezione di crudo di mare.

Piatti sì

Bottoni di stoccafisso con brodo di patate di Rotzo affumicate
Un piatto che mi ha fatto letteramente impazzire.
Consistenza e spessore della pasta perfetti, il sapore del baccalà (mantecato pochissimo) era perfetto e si riusciva a percepire la trama della sua carne, piacevolissime le note delicatamente affumicate del brodo di patate.

Animella alla brace, caffè Jamaica, burro alla menta, shrub d’aceto di mele
Cottura spettacolare: prima alla griglia e poi nappate nel burro.
La dolce opulenza della carne aveva tanti cavallereschi antagonisti: le note leggermente amarognole del caffà, balsamiche della menta, acide della gelatina d’aceto di mele.
Ogni ingrediente faceva bella mostra di sé stesso senza, tuttavia, coprire l’artista principale; ogni boccone lasciava la bocca pulita dal grasso, ma con la lunga persistenza dei sapori. Wow!

Piatti no

Amuse-bouche
L’idea di proporre degli stuzzichini che ripercorrano le tipicità delle città venete è veramente interessante, tuttavia, non hanno colpito nel segno, forse più per la preparazione in sé che non per i singoli sapori.
Ad esempio, il cubetto di pearà su cui era adagiato il midollo era praticamente freddo da frigo…

***

Questo è uno di quei locali, soprattutto per la parte ristorazione, che non ti aspetteresti di trovare nell’hinterland (industriale) di una città.
La cucina è risultata sempre di livello eccellente, senza scivoloni.
Forse, alcuni piatti, potevano avere una nota un po’ più incisiva (ad esempio l’anguilla), ma comprendo la necessità di farsi conoscere e di fare cassetto a fine serata (com’è giusto che sia) e, quindi, proporre anche delle portate che possano considerarsi comfort food.
Mi è stato detto che prossimamente verrà introdotto un menù degustazione un po’ più spinto, per persone gastronomicamente evolute.

La carta dei vini non è proprio il massimo della vita, ma mi hanno candidamente detto che è un’eredità del precedente sommelier e che ci si sta lavorando sopra.
L’attuale Sommelier (con esperienze stellate alle spalle) risulta empatico e propone anche abbinamenti con cocktail: molto interessante quello proposto con le fajitas (amaro Felsina, vermouth rosso Cocchi, profumo al mandarino verde, quinoa di bitter Gagliardo), un po’ meno quello con le animelle (vermouth bianco del professore, could brew caffè Jamaica).

Il personale di sala è molto carino anche se si nota la grande differenza tra il Sommelier e gli altri.

Rapporto qualià/prezzo più che buono.

Cosa dicono le Guide

Guida Michelin 2020: non presente
Gambero Rosso Ristoranti d’Italia 2020: 76 punti
I Ristoranti e i Vini d’Italia 2020: da verificare

(09.11.2019)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...