MOMI Restaurant – Nove (VI)

Ambiente e prime impressioni

All’ultimo piano di un albergo (Le Nove) sperduto nella provincia Vicentina, nel comune di Nove, ma con una vista mozzafiato: dal quinto piano dell’edificio, infatti, si può godere di una meravigliosa vista delle colline di Bassano del Grappa e Marostica, che in notturna acquista un impareggiabile valore aggiunto.

L’ambiente è moderno, molto minimale, dai toni scuri (forse un po’ troppo), ma trasmette comunque, anche grazie alla luce soffusa, una sensazione di eleganza, confermata da una mise en place ridotta, ma pulita.

La cena

Il ristorante non propone il menù degustazione, quindi, ho scelto dalla carta un antipasto, un primo, un secondo e un dolce.

Le animelle (di cuore) erano oggettivamente spettacolari, morbide, pulite alla perfezione, quasi cremose; la panatura, tuttavia, per quanto fatta benissimo, risultava essere un po’ troppo invadente. Porcini molto profumati e finalmente una crema di patate non eccessivamente burrosa.

Lo spaghetto alla chitarra è stato il piatto migliore della serata: in una parola, travolgente.
In ogni boccone si riusciva a percepire perfettamente tutta la declinazione dei sapori; le note leggermente acidule e affumicate erano un controbilanciamento perfetto per l’oggettiva opulenza del piatto.
Un difetto? Si poteva fare tranquillamente a meno della panna, con un duplice vantaggio: da un lato si sarebbe alleggerito un po’ il piatto (che comunque con lo zabaione al parmigiano aveva ugualmente il suo bel corpo) e si sarebbe evitato un po’ l’effetto pacco man mano che il piatto si raffreddava.
Ciò detto, ne mangerei volentieri un altro piatto anche in questo momento.

Io sono un amante dell’angiulla e, quindi, non potevo esimermi dal sceglierla.
Il piatto, nel suo complesso, era più che buono e certamente migliore di alcune anguille stellate che ho mangiato in giro per lo Stivale.
Come detto: piatto buono, ben bilanciato, fatto bene, forse l’anguilla era un po’ troppo grassa, ma nel complesso non mi ha travolto.
Ciò non vuole dire che non meriti, comunque, un giudizio positivo.

La foresta nera in una sfera, molto carina da verdersi, era fatta bene, ma non penso che tra qualche anno la ricorderò…

***

Questo ristorante, a mio avviso, sconta molto la sua collocazione all’interno di un albergo: la cucina della Chef è, infatti, una continua acrobazia tra ciò che vorrebbe fare e quello che invece deve fare per accontentare la clientela dell’albergo.
In alcuni piatti, come ad esempio le animelle, si vede la necessità di declinare una pietanza in modo tale da poterla rendere vendibile al grande pubblico.

Il servizio non è sempre al top: si nota molto la differenza tra quando serve in tavola, con una grandissima passione, il Restaurant Manager e sommelier (Marco) e quando, invece, servono le altre ragazze.
La passione di Marco è sicuramente un grande valore aggiunto che ti può far perdonare le piccole sviste.

Grandi materie prime anche se, forse, il rapporto qualità prezzo non è proprio ottimale.

Se si è in zona, un giro merita…

Cosa dicono le Guide

Guida Michelin 2019: non presente
Gambero Rosso Ristoranti d’Italia 2019: non presente
I Ristoranti e i Vini d’Italia 2019: non presente

(11.10.2019)

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