Sono schedato…

Questa volta non racconterò la mia esperienza gastronomica provata in un ristorante, bensì quanto occorso sabato sera, ovviamente sempre al ristorante.

Io, generalmente, da mangio solo per tre motivi:
-. quando voglio studiare un menù mi piace concentrarmi su quello che ho nel piatto e, quindi, salvo casi eccezionali, non sono invogliato a parlare con altre persone, un po’ come fa Salvo Montalbano;

-. per poter affrontare un menù degustazione è necessario che tutti i commensali prendano gli stessi piatti e, pertanto, che abbiano gli stessi gusti, cosa non sempre agevole specie se si va a cena con donne (che normalmente badano più alla linea di quanto non faccia il sottoscritto);

-. non mi dispiace per nulla mangiare da solo.

Voi direte, e allora? E, allora, la risposta è in queste poche righe che si possono trovare sul sito della Guida Michelin, ossia, ” […] Il pubblico invece tende ad associare l’ispettore e l’ispezione con cene luculliane nelle grandi tavole del mondo ed oniriche notti in relais di charme. La realtà, come spesso accade, è meno scenografica e più impegnativa. L’ispettore cena da solo, dormire nel letto di casa è l’eccezione e percorrere decine di migliaia di chilometri l’anno la prassi […]”; preciso che anche le altre Guide italiane (e verosimilmente anche quelle estere) hanno stili operativi molto simili.

Alcuni mesi fa, sono stato in un ristorante che, nell’arco di quattro anni, ho visitato tre volte.
– Bentornato sig. Mangiator Cortese
– Per lei acqua gasata, vero?
– Nel menù le ho messo questo piatto che la volta scorsa le era piaciuto molto…
Vabbè, tre volte in quattro anni ci può stare che si ricordino di me.

Ieri sera, dopo aver sentito pareri discordi su un certo ristorante in cui avevo mangiato nel giugno 2017, anche alla ricerca di un posto su cui scrivere in queste pagine, decido di tornare e, così, prenoto utilizzando il mio cognome.
Prendo il mio bravo menù degustazione e, durante la cena, noto che, stranamente, non mi vengono proposti i piatti firma dello Chef che, invece, vengono proposti agli altri commensali con cui condivido la sala.

Finita la cena, pago il conto, e mi avvio all’uscita quando il Maitre mi dice che lo Chef voleva salutarmi cosa che, di per sé, non mi ha stupito molto.

Chef: “Buonasera, spero abbia mangiato bene… Se non erro lei ha già mangiato da noi, d’estate perché era seduto fuori, alcuni anni fa… Quando è arrivato l’ho riconosciuta subito… (per inciso ho perso quasi venti chili)”
MC: “Sì, beh, effettivamente è vero, ho mangiato da voi nel giugno di un paio di anni fa (preso alla sprovvista mi sono sbagliato e ho detto maggio 2016)…”
Maitre: “Sì, ha anche bevuto una bottiglia di Montrachet, era l’ultima che avevo in carta!
MC: “… [silenzio] … adesso capisco perché questa sera non ho mangiato nessuno dei suoi piatti storici…
Chef: “…eh sì, volevamo essere sicuri che assaggiasse i nostri piatti nuovi…

Ho deciso che dal prossimo ristorante, utilizzerò solo nomi di fantasia.

Suggerimenti?

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