Miramonti l’Altro – Concesio (BS)

Ambiente e prime impressioni

Tornare a mangiare da Philippe Léveillé al Miramonti l’Altro è un dei piacere che mi riservo quasi ogni anno.
Dopo la ristrutturazione di un paio di anni fa, il locale, nonostante la presenza di molti elementi scuri (boiserie nera e pavimento scuro) riesce ad essere sempre bello luminoso, soprattutto nel bay window.

La mise en place è molto essenziale, spartana, anche se di classe; grandissima nota stonata la tovaglia di lino non stirata….

Piatti sì

Biscotto croccante di anguilla con cipollotto in carpione ripieno di anguilla
Chi segue questo sito avrà già capito che l’anguilla è una delle pietanze che più infiamma il mio cuore…
Questo piatto ha due essenze, quasi a creare una dicotomia tra peccato e pentimento.
La prima, quella più consistente, quella peccaminosa, è racchiusa nel biscotto (fatto con la pelle di anguilla) in cui le note grasse e dolci, ma non spiacevoli, del pesce pervadono il palato lasciando una sensazione di definitivo appagamento.
La seconda, a controbilanciare il peccato di gola appena compiuto, da qui il pentimento, parte da una nota di sferzante acidità agrodolce, data dal cipollotto e dall’aceto utilizzato per il carpione, per poi scoprire che anche nella salvezza si può avere un po’ di sano piacere: dentro il cipollotto, infatti, c’è ancora anguilla…

Alici nel giardino delle meraviglie
Per quanto ci siano stati altri piatti che indubbiamente abbiano incontrato maggiormente il mio gusto (non sono un grande amante delle verdure), questo è stato quello che mi ha stupito maggiormente per il grandissimo equilibrio.
Un gioco su grandi acidità, quasi taglienti, e sulla sapidità delle alici che però riescono sempre a trovare un antagonista in ogni boccone, portando la bocca, forchettata dopo forchettata, sempre a livello “zero“.
A ciò si aggiunga, che, a mio modesto avviso, è anche molto bello a vedersi.

Piatti no

Garganello alla parmigiana e ghiacciata di pesto
Il pesto aveva un retrogusto amarognolo che non mi ha convinto per nulla, sembrava quasi che il basilico si fosse ossidato.

***

Nel corso degli ultimi anni la cucina di Léveillé ha dato corso a un percorso di cambiamento: senza, ovviamente, abbandonare le proprie origini francesi, di cui lo Chef è giustamente orgoglioso, ha iniziato a ridurre la quantità di burro nei propri piatti.
Oggettivamente un po’ si sente, ma rimane pressoché intonso lo stile godurioso, opulento e giocoso della sua cucina.
Bella anche la mano della giovane sous chef Arianna Gatti che ha creato uno dei piatti che mi ha fatto gongolare, ossia il biscotto di anguilla.

Il rapporto qualità prezzo, per me, è tra i migliori, soprattutto laddove si pensi che si tratta di un ristorante due stelle.
Le porzioni, anche nel menù degustazione, sono belle abbondanti e con 150,00 euro (Chez Philippe) anche una persona come me, arriva seriamente provata a fine pranzo.

Cosa dicono le Guide

Guida Michelin 2019: 2 stelle
Gambero Rosso Ristoranti d’Italia 2019: 90 – 3 forchette
I Ristoranti e i Vini d’Italia 2019: cappello d’oro

(04.08.2019)

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