Autem – Langhirano (PR)

Ambiente e prime impressioni

Nella, non proprio entusiasmante, zona industriale di Langhirano (PR), in mezzo ai capannoni, annunciato da un cartello piccolo piccolo, si trova il nuovo ristorante di Luca Natalini, l’Autem.
È oggettivamente difficile trovarlo: una volta entrati nella corte di (appunto) un capannone industriale, si rimane un po’ basiti perché non si riesce a capire dove accidenti sia l’ingresso del ristorante; un po’ perplesso ho deciso, allora, di salire una scala antincendio e, come per magia mi sono trovato, sul tetto di uno stabilimento industriale (!) con davanti questo spettacolo…

img_1469

Dopo lo stupore iniziale, si entra nel locale e si comprende quanto sia ambizioso il progetto: spazi amplissimi e pochi tavoli.

Sulla sinistra una bella libreria a giorno che separa la sala da un piccolo salottino, mentre sulla destra campeggia un’intera parete di prosciutti crudi.

La mise en place è quella classica di un ristorante gourmet con una bella tovaglia di lino bianca, stirata direttamente sul tavolo.

Piatti sì

Spaghetto in bianco, vermut alle prugne, burro e aceto
Piatto tutto sommato semplice, ma da una bontà non comune, tutto giocato sul contrasto dolce e acido.
L’equilibrio è perfetto: in bocca arriva diretta la nota acida dell’aceto, ma si scontra con la persistenza dolce del burro; sempre presente un vago retrogusto amarognolo/speziato del vermut.
Un piatto che non stufa, ma che anzi ti fa sperare nella forchettata successiva.

Piccione cotto in carcassa, ciliegie, confetture di amarene, salsa al gin
Lo ammetto: il piccione, se fatto bene, è uno dei piatti che più fa impazzire i miei sogni erotico/gastronomici.
La cottura (in carcassa vuol dire che il piccione viene cotto intero e poi porzionato) era perfetta, ciliegie e amarene davano una giusta nota di dolce acidità, goduriosa la salsa al gin con la sua nota leggermente balsamica di fondo

Piatti no

È scappato il tortello, ma è rimasta l’erbetta
Si tratta, praticamente, del ripieno del tortello, ma, come si può intuire dal titolo, senza la sfoglia.
L’idea di per sé è molto interessante, tuttavia, le note amarognole del ripieno non riescono a trovare il normale bilanciamento che avrebbero con la pasta e, quindi, risultano essere un po’ troppo invadenti.
Probabilmente, il format potrebbe essere lasciato invariato, ma alleggerendo un po’ il vegetale….

***

Questo ristorante ha aperto qualche mese fa, ma lo chef Luca Natalini ha un lungo curriculum professionale alle sue spalle.

Il menù e il locale sono oggettivamente ambiziosi, tuttavia la sensazione è che questa ambizione possa essere ben perseguita.

I piatti, i cui concetti molte volte traggono spunto dalla tradizione, sono tutti risultati mediamente molto buoni e mai banali anche se alcuni (anguilla e maialino) sono apparsi un pochino sbilanciati con ingredienti che apparivano molto in secondo piano (anguilla) oppure, direttamente, non pervenuti (la seppia nel maialino).

Il servizio è sempre stato preciso e puntuale con quel giusto connubio tra impostazione professionale e clima famigliare che può portare ad un bellissimo rapporto di fidelizzazione con il cliente.

Carta dei vini non particolarmente corposa, ma interessante con bei prodotti di nicchia a prezzi più che onesti; Sommelier molto empatico e piacevole.

Cosa dicono le Guide

Guida Michelin 2019: Non presente
Gambero Rosso Ristoranti d’Italia 2019: Non presente
I Ristoranti e i Vini d’Italia 2019: Non presente

(14.08.2019)

2 Comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...